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lellolo
La vera arte sta nella tua testa..non nei libri di testo
13 maggio 2008
Omega


Quel che rimane è solo il ricordo
 degli uomini che non abbiamo saputo essere,
come orme di passi non fatti,
sulla sabbia del tempo.

Non avendo nè direzione, nè guida,
è inutile correre.

Quel che non siamo stati
è la memoria del nostro futuro,
quel che saremo
è un passato da scrivere vivendo.

Senza aver mai neppure giocato,
scoprite di aver vinto,
perdendomi.





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1 maggio 2008
Abiura di me (considerazioni irritanti per ottimistiche figure)
STOP.
Fermate ogni influenza musicale che possa influenzare il vostro umore, distrarvi , o alterarvi in qualunque maniera.
il silenzio deve regnare assoluto, altrimenti come si fa a riflettere?
Ho un paio di domande da porvi. (a dir la verità son più di due, perciò diciamo che sono divise in due grandi gruppi semantici)

1) Ipotizzare di fermare la vostra vita in questo preciso istante, cosa ne trarreste?
Raschiando sul fondo della vostra anima otterreste qualche briciolo d'oro?
Setacciando granello per granello, c'è qualcosa per cui sia valsa veramente la pena di vivere?
O, forse, le valanghe di discorsi ripetuti a pappagallo vi hanno derubato dello scintillio del pensiero?
Sul fondo della mia esistenza, non c'è oro, ma solo sassi di eventi mancati, rinunce di calcestruzzo che hanno lapidato ogni istante del tempo trascorso.
Non è certo colpa mia se non riesco ad essere uno stupido esteta, un'anima che vive d'apparenza e che sul fondo di se stessa non trova null'altro che specchi per potersi rimirare, specchi che riflettono il vuoto dei suoi pensieri.
Ma voi, gazze ladre, preferite specchi luccicanti di orgoglio, al calcestruzzo, per apparire accanto a fantasmi d'apparenza e sentirvi arrivate. Un partner come fosse un trofeo da esporre, come fosse una statua da porre all'ingresso di casa, giusto di fianco al cancello perché chiunque passi, la noti.
Forse la vostra esistenza è solo ansia di apparire, siete la nullità che non pensa e tace, e di stare con gente simile, non sono capace. Se questo discorso vi adira è perché vi riconoscete in questo ritratto, altrimenti vi mettereste a leggere con oggettività, lasciando che il discorso passi senza scalfirvi.
Ogni sasso può facilmente frantumare uno specchio, anche se è ben raro che si abbassi a tale scopo, si limita a guardare l'unica cosa che è in grado di fare uno specchio: mostrare al sasso la bruttezza che lo caratterizza, di cui (anche se inconsapevolmente) dovrebbe vantarsi.
Un uomo non è muscoli e carne, non deve dimostrarsi superiore agli altri;
l'umiltà è la sua virtù, la mente sono i suoi muscoli.
Un uomo che cos'è, se non una persona che lascia le proprie orme sulla sabbia del tempo?
Camminiamo come in una enorme clessidra, aspettando di venir risucchiati dal tempo, per poi tornare al tempo stesso in una soffice caduta.
Finche non ribalteranno ancora tutto.
In settimana leggendo il libro di Kandinskij, ho scoperto che, secondo la cromoterapia, l'azzurro e il blu sono i colori che vengono associati alla profondità.
Dunque il concetto di principe azzurro, come Kandinskij stesso implica, è da rivisitarsi. Non è un fantastico cavaliere, che si erge incredibilmente bello sul suo cavallo bianco, ma è una persona profonda, matura e completa che si sposta su un cavallo bianco di virtù.
Sfortunatamente oggi giorno si tende a esaltare gli asini che girano a cavallo, gente che sarebbe degna giusto di inseguire una carota girando legata alla macina della vanità.

2) Domanda numero due, forse stupida, forse allibente, sicuramente provocatoria:
Credete in Babbo Natale? O vi avete mai creduto?
La favola del vecchio vestito di rosso che dona regali, non mi è mai neanche stata raccontata, mi han sempre detto che quella figura non esisteva, e fin da piccolo ero conscio che la magia del natale era solo miele sull'assenzio del consumismo.
Ben venga, ma mi sto rendendo conto di aver creduto per anni a una favola ben peggiore:
L'amore.
Non c’è ipocrisia maggiore ne racconto di un'utopia simile, guardatevi intorno, l'amore non esiste.
Esiste un sentimento chiamato affetto che meglio rende quel che ci può essere tra due persone, e che può essere più o meno forte, ma la cazzata chiamata amore è solo una chimera che svanisce alla luce dei fatti quotidiani.
Scrutate quanto volete attorno a voi, vedete una sola traccia di tale menzogna?
Forse si, ma è solo una scritta o un simbolo, qualcosa di concreto che nasconde l'astrattismo del nulla più assoluto.
L'amore è un serpente che inghiotte la sua stessa coda, una bugia che copre se stessa e che non voglio più affannarmi a cercare .
Lascio a voi l'utopia della felicità perenne, delle coccole da innamorati e dei metri sopra al cielo.
Sotto a chi tocca, come chi prende a pugni l'andirivieni delle onde del mare, attenderò l'occasione giusta per rendere il dovuto, nella sciocca convinzione di un potere che non ho.
Sotto a chi tocca, chi mi ha ucciso, perdonerò; mi lascerò accarezzare da mani straniere che non desidero, da chi vuole credere nel nulla. Gioirò della vuota gioia che rende l’esistenza felice, come una statua di ghiaccio bellissima da vedersi ma che non può sopportare il calore della verità.
Sotto a chi tocca, chi non mi merita mi avrà, chi mi vorrà non troverà altro che un falso sorriso e una bara di sentimenti;
il mio cuore è sepolto, pensava di essere colto di una materia più effimera della religione, non meno mutevole di ogni stagione.
Cantante quel che non esiste, ma non mi vedrete più triste, un ghigno maligno di consapevolezza coprirà ogni segno di amarezza.
E ora tornate a dormire, il canto randagio degli uccellini domattina vi rallegrerà e rinnoverà l'illusione di un'amore felice, della possibilità di farsi arbitri del proprio destino.
Sarò solo una vocale atona in un grido di gioia.



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27 aprile 2008
La ballata degli zombie..
Vi presento la ballata degli zombie senza cuore,
non v'è musica, non v'è rancore,
è solo un susseguirsi di sospiri e pensieri
sul palcoscenico della vita d'oggi e ieri.

Perseguitati dalla mancanza di sentimenti,
nei tormenti di un viver senza rotta
vagano, di grotta in grotta,
richiamati dal suono di una crotta.

Sono tenere menti che cantano al vento,
sono lacrime che cadono dal mento,
morti non nel fisico, ma nell'anima,
per aver donato il loro amore
alle nuvole rosse del malumore,
in cambio di un infarto cerebrale.

Non posseggono nulla,
non desiderano nulla,
fin da quando eran nella culla,
il loro destino era segnato.

L'amor rifugge loro,
che non trovano rifugio in nessun coro,
e si limitano a cantar quel che non hanno,
e si limitano a cantar quel che non sono.

Tutt'al piu rimangono sui campi a legger l'erba,
fischiettando come fa chi rancor non serba,
consapevoli d'essere cibo insepolto,
destinato ai corvi di un paese lontano.

E quando giunge l'ora,
precipitano nell'oblio del proprio io,
nascondendosi al mondo,
in uno stato di coma profondo...
..e in quel momento,
scrivono
.







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23 aprile 2008
...End of the world, end of words..
Me l'ero sempre immaginata diversa la fine del mondo.

Gente che scappa e grida isterica,
fedeli radunati nelle ultime preghiere,
atei intenti a godersi gli ultimi fugaci istanti.

E invece no.

Il mondo finisce, con una frase,
nel silenzio piu totale,
senza nessuno intorno,
con solo un respiro profondo,
che sa di sconfitta.
Come la rena rossa
che precipita a tradimento su Mastro Misciu,
seppellendolo in un sordo tonfo.


Poche semplici parole,
bastano per far crollare una torre
costruita con cura per anni e anni.

Un po come la stuatua della libertà americana
avevo eretto una torre,
per ostentare ciò che non esisteva.

La libertà è una statua,
la felicità è un giudice,
e le mie poesie sono vetro opaco,
che cercavo di spacciare per cristallo.

Non so ancora se ho davvero imparato la lezione,
non so quando la vita mi sottoporrà un nuovo esame,
ma vedrò di farmi trovare preparato
non voglio essere rimandato, un'altra volta

E' ora per me di tornare all'asilo


"...non pensavo fossi così superficiale..."






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22 aprile 2008
...Faded wisdom..
Mi hanno detto, mi hanno sempre detto,
che la saggezza stà sempre nel mezzo,
mai negli estremismi;

Non è nera, non è bianca,
la saggezza è una lenta scala di grigi.

Ebbene, ho provato ad assaporare la saggezza,
vivendo quasi un anno nel grigiore della non scelta,
perchè entrambe le parti avevano una parvenza di ragione,
eppure ho capito che non si può vivere stabilmente
su quel filo grigio sospeso nel cielo,
perennemente in bilico e nella costante paura di cadere.

Non ci sono materassi, non ci sono attenuanti
la caduta è rapida e fa male,
la caduta è qualcosa di eccezionale.

Serve a cambiare, a migliorare
a capire che c'è sempre un perchè,
e che non ci sarà mai un lieto fine.

L'unico che riusciva a stare sopra quel filo,
il saggio dei saggi, ha ormai smesso di cantare.
L'uomo rondine delle scarpe bianche,
col sorriso spento e lo sguardo triste,
ha posato i piedi sul cemento, e camminando solitario
si è sporcato le scarpe di saggezza
e ha dimenticato come si vola.

La saggezza è solo cenere sparsa attorno ai piedi
di chi sta immobile nella certezza delle sue posizioni,
in una distesa ridotta che copre la poca terra bruciata,
rendendo acre l'odore della prossima primavera fertile.

E spesso mi dispiace vedere che i saggi attorno a me,
sono profondi quanto pozzanghere e prevedibili come bambini;
Saggi che vivono in un fazzoletto di cenere,
che temono il vento del dubbio,
perchè spazzerebbe ogni loro certezza
e allora finalmente la saggezza volerà nell'aria
colorando i capelli e la barba dei meritevoli.

Smettiamola di cercare di stare immobili su quel filo sospeso
ora è tempo di chiudere le ali e camminare,
seguendo l'esercito delle nuvole,
che marcia sopra le nostre teste
verso una città fantasma.




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13 aprile 2008
Something had changed..


Uffa, ho sbagliatoa  scrivere... la parola che non si capisce tanto è "parlata"
va bè era intuibile



permalink | inviato da Lellolo il 13/4/2008 alle 13:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 aprile 2008
BASTA..
Inizio a chiedermi perchè non posso essere come tutti gli altri,
come tutti voi.

Perchè perdo tempo con gente che non mi sa apprezzare,
perchè mi rodo il fegato,
perchè non riesco a scindermi completamente da quello che sono?

Inizio a essere stanco.

Voglio essere un'emerita testa di cazzo,
che va in giro a cercare una ragazza ubriaca da farsi, per sentirsi piu felice,
che entra in un negozio e non compra  niente che non abbia già visto addosso ad almeno altre tre persone
che passa la sua vita nella piu totale incoscenza, imbecillità e idiozia.

Sono stanco.

stanco di perdere sonno, appetito e sorrisi
per situazioni che non dipendono da me,
stanco di donare tutto me stesso alle ortiche,
stanco di essere uno stupido che perde tempo a fissare il soffitto pensand
a cercare un modo diverso di vedere le cose rispetto a ciò che gli viene proposto.

Voglio solo avere dei dubbi di qualunquismo,
voglio diventare un pappagallo delle frasi altrui,
voglio attaccarmi a una bottiglia per dimenticare che sono il piu vuoto dei cretini.

Voglio solo essere un'automa nelle mani della tv,
e credere a tutto quello che mi dicono gli altri,
con i loro sorrisi convinti, tutti uguali.

Voglio annichilire la mia brulla personalità
che ho cercato di montare fino ad oggi,
scrivendo cose che, tutto sommato,
non sono altro che aria fritta intorno a ciò che realmente sono.
Cosa realmente sono?
non ha importanza,
forse non son null'altro che una vuota stanza,
che ogni tanto si rivernicia con colori sempre simili.

Di gente in giro come me ce n'è veramente troppa,
un po meno appariscente della massa, ma non è poi tanto rara.
Gente che perde tempo a scrivere aspettando di farsi leggere e commentare
cercando il consenso di altra gente fuori dal coro (ma inserita in un coro minore che fa da seconda voce).
Ce ne sono veramente veramente tanti che scrivono meglio di me:
di sfigati è pieno il mondo,
ma quelli orgogliosi di esserlo sono un pò meno,
anzi, da oggi uno in meno.

Sono stanco di voi che leggete questo bollettino medico sulla mia insania mentale che io stesso redaggo.
Se veramente vi importasse qualcosa di come sto non ci sarebbe bisogno di leggere qui, sapreste già tutto.
O forse lo leggete solo sperando che ci sia qualche accenno a voi
con le vostre sciocche manie di protagonismo.

E se pensate che questa cosa l'ho scritta solo per sentirmi dire che non posso scrivere cose simili,
che sono un persona stupenda unica e importante per voi,
vi sbagliate.
La gente che si piange addosso per sentirsi dire il contrario è solo merda ipocrita che scrive
per compiacersi della pena altrui

Sono stanco di voi e di me,
forse è meglio se andate a cercarvi un altro cantastorie.

Non vorrei piu mettere voi davanti a me nella lista delle mie priorità,
ma so di non esserne capace.

Beati voi che ne siete in grado,
andate avanti così,
che la vita è bella solo se la si sà prendere con l'incoscenza necessaria

Di spegnere il cervello non mi và,
dunque mi tengo le mie responsabilità,
e le mie lacrime amare.

Tanto so che scriverò ancora
la mia grafomania è in costante peggioramento.
e inizio ad aver voglia di lottare per ciò che desidero piu di ogni altra cosa.



permalink | inviato da Lellolo il 6/4/2008 alle 22:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
27 marzo 2008
Alla luna..



permalink | inviato da Lellolo il 27/3/2008 alle 18:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
23 marzo 2008
Il giudice..
E, giuro, mi piacerebbe passare ore a parlare
con chi scrive le sentenze prima che tutto inizi,
come può costui condannare chi non ha ancora commesso alcun crimine?

Sarà preveggenza o una semplice sensazione,
ma determina anni e anni di vita, di inutile vita.

Quante domande gli farei,
molte cose ha da spiegarmi
e mi ascolterà,
dato che ha un lungo debito da pagare nei miei confronti.

Piangerà dei suoi errori o, forse, piangeremo insieme.
Perchè non ci rendiamo conto dei doni che ci sono stati fatti
essendo troppo impegnati a invidiare ciò che ci manca.

Concluderemmo con un "grazie, tutto sommato ne è valsa la pena"
uno sguardo d'intesa
e, appena uscito,
vien naturale ripensare a tutto quello che dovevi dire
ma non hai detto
e con un odio che divampa nuovamente
scordi tutto il discroso
e torni, scioccamente, ad invidiare.

Ah se solo potessi parlare con lui,
sarei riconoscente di tutto,
continuando nella mia colpa.
scontando la condanna assegantami nell'istanza di questo ultimo istante.





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13 gennaio 2008
...Addio..
Ed eccomi qua, un'altra volta, a condannarmi all'esilio.
Ebbene si, eccovi di fronte all'ennesimo virtuale suicidio della mia anima poetica che fatica a trovare un suo contesto.
Ormai sto diventando uno zingaro del web, ma è solo girovagando e non avendo radici che si riesce ad essere realmente liberi.
Mi muovo principalmente per questo motivo: non mi sento più libero di scrivere quello che penso.
Si, lo so, molti di voi (ovvero quella decina di persone che hanno il link a questo blog) non mi giudicano per quello che leggono, eppure, io non mi sento totalmente libero di pubblicare i miei ultimi scritti.
Alcuni sono fin troppo pesanti, preoccuperebbero qualcuno, altri fin troppo patetici, provocano ribrezzo persino a me, ma se li ho scritti significa che in quel momento avevo bisogno di scrivere quelle cose, perchè le sentivo dentro, perchè le sento tutt'ora.
Imballerò tutti i mobili che adornano la mia testa e traslocherò altrove, cancellando le tracce del mio passaggio; ovvero non ho intenzione di dare il link del nuovo blog a nessuno...... per ora (forse un giorno tutto cambierà, scriverò cose allegre, sdolcinate e mi conformerò al resto del mondo, per ora, lasciatemi sussurrare i miei ululati alla luna, da solo..)
Me ne vado con il mio fagotto sulle spalle e la consapevolezza di essere cambiato negli ultimi mesi. Molta delusione aleggia dentro me, una fitta nebbia, un alto muro che ho intenzione di sfruttare e di erigere a protezione dei miei pensieri, che non voglio vengano nè condivisi, nè capiti, ma che non voglio sprecare così.
Sono stanco di seminare sul marmo, andrò su di una rupe e getterò i semi del mio pensiero nell'aria, lasciandoli trasportare dal vento, sperando che da, qualche parte, germoglino.
Ed è strano come l'ultima poesia che ho scritto sia divenuta così tristemente profetica: intendeva tutt'altro. Era un addio a una fanciulla, ora invece, ha una chiave di lettura completamente differente, l'addio a un' inutile figura si è trasformato in un addio alla dimora ove vivevo in un abbraccio  di una dolcezza infinita tra la mia anima e la mia mente, entrambi contemporaneamente avulsi dalla realtà e incatenati ad essa.
Sento quasi il dovere di scusarmi, per il mio egoismo e per la mia condotta riprovevole,ma ora questo giovane Catilina tornerà ad isolarsi dal senato, ad ardire macchiavellici complotti.
Scusate se non riesco ad essere laconico quando scrivo, ma è piu forte di me, le parole sgorgano dalle mie mani e mi ritrovo a scrivere intere noiosissime paginate...che poi amo rileggere mille volte ed anche più, soprattutto gli addii che sono quelli che mi vengono meglio; uno di questi contiene la mia poesia migliore, non tanto per come è scritta, ma per il suo contenuto e il suo fine. Sono disposto a farvela leggere, basta chiedere (non ho intenzione di pubblicare una cosa così personale, devo esserci anche io che assisto alla lettura e spiego varie cose...).
Ormai in questo blog mi sono ridotto ad essere un animale che starnazza e, orribile dictu, non vola.
Sono e sarò sempre un nome scritto su di un vetro appannato, uno stupido che scrive agitando le dita nell'aria e che, a furia di isolarsi nella sua follia, ha totalmente perso ogni capacità retorica. "Verba volant,scripta manent" ma io odio quelle effimere parole che lasciano il tempo che trovano; io scrivo le mosse della partita a scacchi che sto giocando, non so ancora contro chi...non sempre è necessario un avversario. E io forse sto perdendo mentre gioco da solo.
Mi piacerebbe sapere cosa stai pensando in questo momento, tu che leggi.
Forse scorri con superficialità tra le parole, senza sapere che sono frutto di una settimana di pensieri, senza sapere il peso che esse hanno per me. E magari hai anche sbagliato l'intonazione di qualche frase, e hai detto "questo è concetto è espresso proprio male", ma onestamente non mi importa.
Io ora vado, continuerò a sognare altrove, finchè vivrò, finchè potrò.
Chi mai sopravviverà ai propri sogni?


...Addio..





permalink | inviato da Lellolo il 13/1/2008 alle 2:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
2 gennaio 2008
Time to go, time to change, goodbye...



permalink | inviato da Lellolo il 2/1/2008 alle 20:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
26 dicembre 2007
The fall of all...
Scritta anche questa (come quella sotto) in una fredda serata di Novembre, a pensarci bene. un po di cose son cambiate, non troppe, ma alcune si.

Spazio
ove prima vi erano quelle parole.
le tue prime parole,
le certezze che esse rappresentavano
e che ora vengono meno.

E ti trovi con la testa stretta fra le mani,
a piangere, in un letto che pare men caldo,
e men sicuro,
e questo freddo, e questo silenzio intorno,
che paiono di conforto e di accondiscendenza,
ti aiutano a pensare.

Quelli che hai sempre pensato fossero
i tuoi problemi principali,
ora son solo pallide ombre nell'oscurità,
nel crollo di quell'edificio,
così bello, nel quale eri rifugiato.

E sai che non puoi affidarti a nessuno,
perso nel vuoto della gente intornto a te.

Ma questa volta, solo questa,
può essere diversa,
perchè puoi ricostruire quello stramaledetto palazzo,
basterebbe farlo insieme,
con quelle parole di certezza
che per ora, ti limiti solo
a singhiozzare nel freddo letto.




permalink | inviato da Lellolo il 26/12/2007 alle 23:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
24 dicembre 2007
...10+8..
Come,
come,
come!

Ditemi voi come cazzo fate!
Ditemi voi come potete.

si, lo so, son cresciuto strano, io.

D'altronde abbandonarsi a se stessi
è un gioco che non ci si può permettere
nell'adolescenza, eppure...

Sarà forse con lo stare solo,
che ho perso la capacità retorica,
sarà forse con le delusioni della vita,
che ho perso la capacità di amarvi,
anzi, odiarvi mi viene di gran lunga più semplice

I vostri stupidi sorrisi
il vostro ingenuo infantilismo,
la pappa che ripetete da genitori o insegnanti,
QUANDO ACCENDERETE QUEL DANNATO CERVELLO???

E' dura, lo so.

Abbandonarsi ai propri pensieri
riflettere e capire capire che non c'è niente da ridere,

Sarà forse con lo stare solo, in casa

che son diventato diverso.

Sarà forse lo stare ad osservare
il vostro bieco egocentrismo,
le vostre stupide risa,
che mi fan sentire nel diritto di provare ribrezzo.

Odio colui che son stato
e che voi, ogni giorno, sempre più, mi ricordate.
Ringrazio chi, come sempre,non mi ha deluso


Prendete i vostri fantastici voti,
io preferisco la mia consapevolezza.

Un giorno crescerete.

Per ora le rughe tenetele lontane da voi,

con creme e impasti per sciocchi,
o forse, son loro stesse,
che rifuggono gli esseri di merda che siete.

Soffrire serve, e anche molto:
fa maturare.
Voi ridete pure...



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8 dicembre 2007
The stranger sky...



Su questa poesia si sta facendo un piccolo esperimento a 4 mani,
vedremo cosa uscirà, se la cosa non va in porto non la pubblico neanche
ma se esce qualcosa di migliore la pubblico
comunque l'idea di fondo sarà sempre la stessa...

bè spero venga meglio =D



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7 dicembre 2007
Cause, effetti, sintomi e conseguenze



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30 novembre 2007
Keys..




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18 novembre 2007
...Helplessness...



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15 novembre 2007
...Fire of fall...
Un tempo anche io ero così:
un brullo pezzo di legno
freddo e protetto da una corteccia di ignoranza.

Ma tu, con la tua calda fiamma,
mi hai cambiato.

Sono tornato alla vita
sotto diverse sembianze,
non più con verdi foglie,
ma in grige spirali di fumo,
che vorticando si allonanano da te.

Con il tuo calore mi hai sospinto verso il cielo,
lontano, e ora,
ti guardo danzare dall'alto,
sopra coloro che furono come me e che si illudono
di poter ricambiare quel tuo calore.

Ma sorrido guardando tali stolti,
che ti posson guardare solo dal basso,
mentre io so che tornerò a te,
in una lacrima che cade dal cielo

uccidendoti.





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5 novembre 2007
.....triste realtà



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28 ottobre 2007
..Pitch ocean..



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26 ottobre 2007
Tears or only drops?
 So che il testo nn si legge molto dall'immagine.. quindi ne metto una copia..

Il gocciolare del tempo sulle feritoie delle torri antiche,
il profumo di pioggia aleggia,
vedere le fate volare attorno a alberi,
sentire il rumore della terra che ruota,
sincronizzarsi col suo battito,
stesi su un prato accarezzato dal vento.

Guardarti negli occhi
e sentire un’incredibile voglia di sussurrarti il mio amore,
quando nostre mani si sfiorano....

Voglio solo andare a casa e gridare
“Perchè?”
il caldo crepitare del fuoco,
il lento vorticare del fumo,
il caldo che mi avvolge e si sublima sulle finestre.....

E sapere di essere freddi come ghiaccio
riuscire a passare le giornate solo fissando nel vuoto,
e specchiandosi sul caldo gocciolare del tempo
vedere null’altro se non un’opaca e triste anima vuota.




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22 ottobre 2007
Foggy thinking....



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2 ottobre 2007
Occhi bassi - 3 Allegri Ragazzi Morti

Occhi bassi, quando cammini
Dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai
E hai pianto per un film
E hai chiuso da poco
Con chi non t’ha capita e forse non ti capirà mai
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai

Uh uh uh uh uh uh uh…

Occhi bassi, pelle di neve
Dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai
Dice che ha le gambe corte
Non ha preso da sua madre
Suo padre chi lo vede, suo padre
Quando finirà la scuola poche cose da imparare
Alcune le hai già viste, alcune da provare:
Ehi, ehi baby molto sex
Coca cola, testa vuota, vuota come la decidi tu
Io nuovo gioco, fuoco, ciao, rock’n roll
La parola chiave la decidi tu

Ehi, ehi baby molto sex
Coca cola, testa vuota, vuota come la decidi tu
Io nuovo fuoco, gioco, ciao, rock’n roll
La parola chiave la decidi tu

Occhi bassi, quando cammini
Dentro ai piedi che tesoro hai?
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai
E hai pianto per un film
E hai chiuso da poco
Con chi non t’ha capita e forse non ti capirà mai
Occhi bassi, dritto in faccia non mi guardi mai


 




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30 settembre 2007
..Snowing snake..

Profumo di un inverno eterno
 le radici di un albero nel ghiaccio
un lento abbraccio alla madre terra.

E' strano correre nel vento
con il freddo che taglia le guance,
che secca e screpola le labbra,
paralizzando la faccia,
lasciandola senza espressione
come colpita da una paresi.

Inverno,
fiocchi di speranza,
strade senza attrito,
ogni rumore assopito.
eppur rimane, nell'aria,
quel profumo
freddo, inebriante.

La luna che si specchia sul manto nevoso
illuminando la lenta traccia nella neve
di un solitario serpente che intorpidito
erra cercando una preda.

Amari pensieri di serpente,
 su lastre di marmo,
scritti con una piuma vitrea,
dal verde inchiostro avvelenato,
di dolce sapore di primavera.




permalink | inviato da Lellolo il 30/9/2007 alle 15:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
4 settembre 2007
the queen of everithing

Una bambina dai lunghi capelli neri
con occhi azzurri e carnagione chiara
cammina in  equilibro precario su un raggio di luce
nel ventre delle tenebre,
nel profondo del vuoto.

Un sottile filo luminoso
che corre all'infinito nell'universo
fugge dalle stelle, fugge dal sole e da tutto cio che è conosciuto.

E lei ingenuamente continua nel suo cammino
cercando la fine di quel fascio,
con instancabile curiosità
si spenge oltre il nulla.
fischiettando canzoni sempre nuove.

Fu così che nacque la regina dell'universo




permalink | inviato da Lellolo il 4/9/2007 alle 21:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
23 agosto 2007
It was beautiful


 
Era bello essere soli insieme,
era bello.




permalink | inviato da Lellolo il 23/8/2007 alle 10:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
22 agosto 2007
La musica...



permalink | inviato da Lellolo il 22/8/2007 alle 23:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
17 agosto 2007
Double..

Queste 2 le ho scritte l'altra notte...al buio...



Riecheggia lontano uno sparo,
amaro, ignaro, con lo sguardo perso,
in un oceano di fiori,
in una strage di colori,
il canto secco di una vendetta
attenuato da nera ovatta.

La vita pareva perfetta,
finchè, come una vedetta hai aperto gli occhi
e hai visto lontano cannoni arrugginiti grugnire freddi aliti
eppure a quel richiamo non sai resistere
in quel duro canto, sai di esistere.

Freddezza di cuore e d'animo
son le virtù dei forti,
l'arrenzersi e la pazienza
spettano solo ai morti.

 




Burrasca tutt'intorno a te
urla di onde circondano la barca

Sfiancato dal vento il bosco s'inarca
come un enorme mare verde,
aghi di pino squarciano l'aria spinti dal vento,
lampi, fulmini,tuoni
sugardi, capelli, canti.

Confuso confondi tempeste e carezze,
boschi e burrasche,
smettila di pensare.
Tutto cio che è bello fa male, tutto.
Prendi chiodi e martelli
e barricati, prepara le scorte,
il bosco è alle porte
e bussa,    
forte.

 




permalink | inviato da Lellolo il 17/8/2007 alle 10:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
17 agosto 2007
Fiume di rabbia...
Acque..nere sporche e agitate
un enorme fragore nella valle,
il fragore di un fiume in piena
il fragore di una corsa estrema.

Rapidi corrono lungo le onde piccoli ciottoli
la gente fugge, scappa ovunque
il fiume è una valanga di rabbia che non riesce a sfogarsi
rimane a gridare ai passanti
rimane a graffiare gli argini con sassate violente
ma poi passa.

Grida, piu forte di sempre, contro se stesso in una assurda cascata di odio
e poi si calma,
languido offre il suo riflesso al cielo
languido guarda verso l'alto
e manda spruzzi di acqua nell'aria,
fresche goccie d'odio alle persone di sempre
che ancora dall'alto del loro ponte
lanciano sassi e costruiscono argini.
Che dall'alto della loro arroganza giudicano,
ma quando il fiume grida, tremano.




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17 agosto 2007
Indipendenza..


Se qualcosa è necessaria,
fanne a meno
L'indipendenza non ha un freno,
il cuore è solo una stupida e inutile zavorra
sii freddo calcolatore
e sarai vincitore.
Uno scarcerato latitante che corre
a braccia aperte in un parato indipendente
un folle libero
un pericolo innocuo
un semplice fuoco fatuo.

L'indipendenza è come un alito di vento
che spinge noi aquiloni sempre piu in alto
che affossa chi è gonfio di orgoglio ma pieno di buchi
che innalza i piccoli compatti e rapidi aquiloni
piu in alto del cielo
fino ai confini dell'universo.

                               Un uomo indipendente vola fin dove vuole.




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