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lellolo
La vera arte sta nella tua testa..non nei libri di testo
1 maggio 2008
Abiura di me (considerazioni irritanti per ottimistiche figure)
STOP.
Fermate ogni influenza musicale che possa influenzare il vostro umore, distrarvi , o alterarvi in qualunque maniera.
il silenzio deve regnare assoluto, altrimenti come si fa a riflettere?
Ho un paio di domande da porvi. (a dir la verità son più di due, perciò diciamo che sono divise in due grandi gruppi semantici)

1) Ipotizzare di fermare la vostra vita in questo preciso istante, cosa ne trarreste?
Raschiando sul fondo della vostra anima otterreste qualche briciolo d'oro?
Setacciando granello per granello, c'è qualcosa per cui sia valsa veramente la pena di vivere?
O, forse, le valanghe di discorsi ripetuti a pappagallo vi hanno derubato dello scintillio del pensiero?
Sul fondo della mia esistenza, non c'è oro, ma solo sassi di eventi mancati, rinunce di calcestruzzo che hanno lapidato ogni istante del tempo trascorso.
Non è certo colpa mia se non riesco ad essere uno stupido esteta, un'anima che vive d'apparenza e che sul fondo di se stessa non trova null'altro che specchi per potersi rimirare, specchi che riflettono il vuoto dei suoi pensieri.
Ma voi, gazze ladre, preferite specchi luccicanti di orgoglio, al calcestruzzo, per apparire accanto a fantasmi d'apparenza e sentirvi arrivate. Un partner come fosse un trofeo da esporre, come fosse una statua da porre all'ingresso di casa, giusto di fianco al cancello perché chiunque passi, la noti.
Forse la vostra esistenza è solo ansia di apparire, siete la nullità che non pensa e tace, e di stare con gente simile, non sono capace. Se questo discorso vi adira è perché vi riconoscete in questo ritratto, altrimenti vi mettereste a leggere con oggettività, lasciando che il discorso passi senza scalfirvi.
Ogni sasso può facilmente frantumare uno specchio, anche se è ben raro che si abbassi a tale scopo, si limita a guardare l'unica cosa che è in grado di fare uno specchio: mostrare al sasso la bruttezza che lo caratterizza, di cui (anche se inconsapevolmente) dovrebbe vantarsi.
Un uomo non è muscoli e carne, non deve dimostrarsi superiore agli altri;
l'umiltà è la sua virtù, la mente sono i suoi muscoli.
Un uomo che cos'è, se non una persona che lascia le proprie orme sulla sabbia del tempo?
Camminiamo come in una enorme clessidra, aspettando di venir risucchiati dal tempo, per poi tornare al tempo stesso in una soffice caduta.
Finche non ribalteranno ancora tutto.
In settimana leggendo il libro di Kandinskij, ho scoperto che, secondo la cromoterapia, l'azzurro e il blu sono i colori che vengono associati alla profondità.
Dunque il concetto di principe azzurro, come Kandinskij stesso implica, è da rivisitarsi. Non è un fantastico cavaliere, che si erge incredibilmente bello sul suo cavallo bianco, ma è una persona profonda, matura e completa che si sposta su un cavallo bianco di virtù.
Sfortunatamente oggi giorno si tende a esaltare gli asini che girano a cavallo, gente che sarebbe degna giusto di inseguire una carota girando legata alla macina della vanità.

2) Domanda numero due, forse stupida, forse allibente, sicuramente provocatoria:
Credete in Babbo Natale? O vi avete mai creduto?
La favola del vecchio vestito di rosso che dona regali, non mi è mai neanche stata raccontata, mi han sempre detto che quella figura non esisteva, e fin da piccolo ero conscio che la magia del natale era solo miele sull'assenzio del consumismo.
Ben venga, ma mi sto rendendo conto di aver creduto per anni a una favola ben peggiore:
L'amore.
Non c’è ipocrisia maggiore ne racconto di un'utopia simile, guardatevi intorno, l'amore non esiste.
Esiste un sentimento chiamato affetto che meglio rende quel che ci può essere tra due persone, e che può essere più o meno forte, ma la cazzata chiamata amore è solo una chimera che svanisce alla luce dei fatti quotidiani.
Scrutate quanto volete attorno a voi, vedete una sola traccia di tale menzogna?
Forse si, ma è solo una scritta o un simbolo, qualcosa di concreto che nasconde l'astrattismo del nulla più assoluto.
L'amore è un serpente che inghiotte la sua stessa coda, una bugia che copre se stessa e che non voglio più affannarmi a cercare .
Lascio a voi l'utopia della felicità perenne, delle coccole da innamorati e dei metri sopra al cielo.
Sotto a chi tocca, come chi prende a pugni l'andirivieni delle onde del mare, attenderò l'occasione giusta per rendere il dovuto, nella sciocca convinzione di un potere che non ho.
Sotto a chi tocca, chi mi ha ucciso, perdonerò; mi lascerò accarezzare da mani straniere che non desidero, da chi vuole credere nel nulla. Gioirò della vuota gioia che rende l’esistenza felice, come una statua di ghiaccio bellissima da vedersi ma che non può sopportare il calore della verità.
Sotto a chi tocca, chi non mi merita mi avrà, chi mi vorrà non troverà altro che un falso sorriso e una bara di sentimenti;
il mio cuore è sepolto, pensava di essere colto di una materia più effimera della religione, non meno mutevole di ogni stagione.
Cantante quel che non esiste, ma non mi vedrete più triste, un ghigno maligno di consapevolezza coprirà ogni segno di amarezza.
E ora tornate a dormire, il canto randagio degli uccellini domattina vi rallegrerà e rinnoverà l'illusione di un'amore felice, della possibilità di farsi arbitri del proprio destino.
Sarò solo una vocale atona in un grido di gioia.



permalink | inviato da Lellolo il 1/5/2008 alle 13:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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